La mia prima volta a SMAU Milano è stata nel 1992 insieme ad un ex compagno di classe. Sono passati più di trent’anni e da allora è cambiato praticamente tutto.
All’epoca Internet era ancora lontano dalla vita quotidiana, i social non esistevano e parlare di Intelligenza Artificiale sembrava fantascienza.
Oggi ci confrontiamo ogni giorno con AI generativa, automazione, dati, cybersecurity, startup e nuovi modi di lavorare nelle aziende. C’è una cosa che, secondo me, non è cambiata: ogni tanto bisogna uscire dal proprio ufficio e andare a vedere cosa succede fuori. Per questo continuo a considerare appuntamenti come SMAU Milano molto utili per chi lavora nel marketing, nella comunicazione e nell’innovazione.

Negli anni ho partecipato tante volte e ho avuto anche la possibilità di vivere SMAU da relatore nelle edizioni 2019, 2020 e 2021. Questa esperienza mi ha fatto capire una cosa molto semplice: partecipare ad un evento internazionale Significa soprattutto ascoltare persone diverse, confrontarsi, vedere nuove soluzioni e capire quali idee possono davvero essere utili nel proprio lavoro.

Mi bastano due o tre idee, qualche conferma su quello che sto già facendo e magari un punto di vista che non avevo considerato.
A volte una frase ascoltata durante un workshop può essere utile. Altre volte è una chiacchierata di dieci minuti con una persona incontrata casualmente a farti ragionare in modo diverso.
Ci sono poi alcune riflessioni che considero importanti.
La prima riguarda il confronto: se leggiamo sempre le stesse fonti e frequentiamo sempre le stesse persone, rischiamo di vedere il mercato sempre nello stesso modo. La seconda riguarda la tecnologia: parlare di Intelligenza Artificiale serve, vedere come viene utilizzata davvero nelle aziende è molto più utile. La terza riguarda le startup: Spesso hanno meno strutture e meno risorse, quindi sono costrette a trovare soluzioni rapide e creative ai problemi. La quarta riguarda il networking che ci permette di conoscere persone con cui potrebbe nascere un confronto interessante anche mesi dopo.

C’è poi un punto che per me resta fondamentale: la formazione deve servire a cambiare qualcosa nel nostro modo di lavorare. Se torno a casa con venti pagine di appunti e il giorno dopo continuo a fare esattamente le stesse cose, quella giornata mi è servita poco. Se invece porto in azienda anche una sola idea che mi permette di lavorare meglio, comunicare meglio o organizzare un processo in modo più semplice, allora il tempo è stato investito bene.
Per chi lavora nella comunicazione oggi questo confronto è ancora più importante. Dobbiamo conoscere gli strumenti, capire i dati, seguire l’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale e osservare come stanno cambiando le persone. Prima di raccontare bene un’azienda dobbiamo anche capire come quell’azienda sta cambiando.
Ogni tanto abbiamo bisogno di uscire dalle nostre abitudini, ascoltare chi sta facendo qualcosa di diverso e tornare a casa con qualche domanda nuova.

